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I dati di ascolto dei podcast non sono certificati. Articolo a firma di Gabriele Beretta podcast producer

I dati di ascolto dei podcast non sono certificati

Nel mondo dei podcast, i dati di ascolto dei podcast non sono certificati e pubblici. Questo aspetto cruciale e trascurato rappresenta una lacuna significativa che ostacola la trasparenza e la credibilità del settore.

In qualità di podcast producer, sento l’urgenza di avere dati pubblici e provenienti da una fonte indipendente.
La mia lunga esperienza nel settore dei media mi ha insegnato quanto sia essenziale affidarsi a dati verificati da terzi. In passato, come direttore di una multisala cinematografica, i dati Cinetel sono stati fondamentali perché potessi prendere decisioni ponderate sulla programmazione settimanale delle sale. Nel mondo del cinema, infatti, l’ente Cinetel non solo fornisce un quadro aggiornato sulle tendenze e gli interessi del pubblico, ma agevola anche la presa di decisioni strategiche basate su dati verificati.

Purtroppo, nel mondo dei podcast, manca un equivalente di Cinetel o di Auditel per certificare i dati di ascolto. Questo crea una situazione in cui i podcaster e gli investitori devono fare affidamento su metriche auto-segnalate o fornite dalle piattaforme di distribuzione, senza una verifica indipendente. L’eterogeneità nelle metriche di misurazione degli ascolti tra le diverse piattaforme è un ulteriore ostacolo nella valutazione accurata delle performance dei podcast. Ad esempio, mentre Spotify considera uno stream solo dopo che l’utente ha ascoltato per almeno 60 secondi, Apple Podcasts conta un play ogni volta che qualcuno avvia un podcast.

Questa assenza di dati di ascolto certificati nel mondo del podcast ha due importanti conseguenze negative:

1. La mancanza di trasparenza. Senza una certificazione indipendente, è difficile per gli ascoltatori, gli investitori e gli sponsor valutare l’affidabilità e l’accuratezza dei dati di ascolto forniti dai podcaster.

2. La difficoltà nella valutazione delle performance. I podcaster devono fare affidamento su metriche non certificate per valutare l’efficacia delle proprie produzioni e prendere decisioni sulla strategia di contenuti e sul coinvolgimento dell’audience.

Solo tramite una certificazione indipendente potremo assicurare una maggiore credibilità al settore dei podcast. A questo proposito, consiglio di leggere l’approfondimento di Andrea De Cesco pubblicato sul suo sito Questioni d’Orecchio, dal titolo Davvero “nessuno” ascolta i podcast?. Andrea De Cesco, partendo dall’analisi di un articolo provocatorio di Guia Soncini su Linkiesta, sottolinea il fatto che la mancanza di trasparenza e di standard nella misurazione dei dati genera difficoltà nel valutare il successo dei podcast e nel monetizzare il settore. La frammentazione delle piattaforme e l’assenza di dati pubblici, infatti, rendono complicata l’analisi e la valutazione dell’effettivo impatto dei podcast.

Qual è l’obiettivo da raggiungere in futuro? Avere misurazioni precise e affidabili.

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