Fuori formato. Esperienze dal Circolo dei lettori della Dozza è un podcast di Verdiana Benatti e Alessandro Vuozzo. Hanno partecipato Rosa Ugolini, i detenuti della Casa Circondariale “Rocco d’Amato” di Bologna, i volontari e le volontarie, gli autori e le autrici del Circolo dei lettori della Dozza.
Leggere permette di entrare in contatto con voci, storie e mondi distanti dal nostro quotidiano. Attraverso i libri, noi siamo entrati in carcere. Cosa significa portare degli oggetti in un istituto di sorveglianza? Che forma assumono lo spazio e il tempo al suo interno? Qual è il rapporto tra la città e il microcosmo carcerario? E come si irradia il sistema di relazioni dentro e fuori dal carcere?
Le quattro puntate di Fuori Formato provano a rispondere a queste domande, partendo dall’esperienza del Circolo dei Lettori della Dozza per approdare alla molteplicità di voci di chi il carcere lo vive e lo attraversa.
Il podcast è finanziato nell’ambito del progetto Arin, settore Local and Global Engagement, Ufficio Public Engagement dell’Università di Bologna. Si ringraziano il Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Università di Bologna, la Casa Circondariale “Rocco d’Amato” di Bologna, la biblioteca comunale Salaborsa e la libreria La Confraternita dell’Uva di Bologna.
Progetto grafico / artwork a cura di Elena Spinieli.
Gli episodi di Fuori formato
Episodio 1 – Oggetti
In carcere i libri, così come tutti i beni materiali, acquistano funzioni, significati e valori inattesi. Insieme ai volontari del Circolo dei lettori della Dozza entriamo dentro alla biblioteca dell’istituto penitenziario dove si svolgono gli incontri mensili con i detenuti e osserviamo la trasformazione che subiscono gli oggetti all’interno del microcosmo carcerario.
Episodio 2 – Spazio
Dalla piccola biblioteca della Dozza ci spostiamo nei locali della biblioteca comunale Sala Borsa, dove attraverso la condivisione dell’esperienze di lettura avvenuta in carcere i volontari tentano di creare un ponte fra dentro e fuori. Da questo dialogo emerge però come la lettura cambi profondamente in relazione all’ambiente in cui si svolge: l’estrema compressione e limitazione degli spazi del carcere, oltre a influenzare in modo decisivo la vita dei detenuti, incide anche sulla possibilità di dedicarsi alla lettura e ad altre attività rieducative.
Episodio 3 – Tempo
I detenuti vivono in una dimensione atemporale e sospesa, dove ogni momento è scandito dall’incessante attesa di colloqui, telefonate e, soprattutto, della fine della pena. La lettura, pur essendo un potenziale diversivo dalla piatta monotonia carceraria, è spesso ostacolata dalla mancanza di spazi adeguati. Il regime speciale del 41 bis intensifica l’isolamento dal mondo esterno e rende di fatto impossibile l’accesso alle attività trattamentali come il Circolo di lettura.
Episodio 4 – Relazioni
Il carcere non è costituito solo di oggetti, spazi e tempi, ma è anche un complesso sistema di relazioni tra detenuti, agenti penitenziari, avvocati, educatrici e le tante altre figure che si muovono al suo interno.
Il Circolo dei lettori rimane ai margini di queste dinamiche ma proprio per questo motivo consente di creare un rapporto diretto e privo di mediazioni tra i suoi partecipanti, quel rapporto “intimo e creativo” che può riuscire ad abbattere i muri delle prigioni.
Per una panoramica più ampia sui podcast dedicati al carcere, leggi l’articolo “I podcast sul carcere: il mondo dietro le sbarre”.
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