Cinque minuti (di rivoluzione) è un podcast breve che riflette sull’attualità, col dissimulato intento di costruire una comunità di individui eversivi.
Le puntate
Il vittimismo dei potenti – Puntata 1
Fascisti pucciosi. Guerrafondai che dichiarano di essere stati invasi. Turbocapitalisti che indicano nei poveri e nei migranti il pericolo. Governanti che accusano la magistratura di accanimento e politicizzazione. Il vittimismo dei potenti è un fenomeno che merita una riflessione, a partire dal mio vicino di casa, Ernesto.
Stare con quello che c’è – Puntata 2
Amici intelligenti, aperitivi versiliesi, sere di fine estate e rapporto con i cellulari. Ma anche, sempre, rivoluzione, a partire dallo stare seduti su una sedia.
Perché la politica ci fa schifo – Puntata 3
Una riflessione pop su depoliticizzazione e regimi autoritari. Coscienza di classe vs invididualismo.
E la favola del farcela da soli. Featuring berlusconi e Andy Warhol.
Lo zen e l’arte della rivoluzione – Puntata 4
La rivoluzione fondamentale è quella dentro le nostre teste. Lo dice Pippo Civati (vedi anche Non siete fascisti MA. 1a serie e Non siete fascisti MA. 2′ serie) che ci aiuta, in questo episodio, a definire il concetto di rivoluzione. E dentro le nostre teste, più che agitarci e fare casino, dobbiamo fermarci e fare silenzio. Così si rivoluziona il concetto di rivoluzione. Più che un podcast, un piccolo viaggio zen, che contiene anche un haiku sulla primavera.
La destra psichiatrica – Puntata 5
Tradizione e natura secondo il capitalismo e le destre. Mondi immaginari dove tutti sono eterosessuali, si innamorano una volta nella vita e figliano copiosamente con la stessa persona; vivono nel privilegio per cui terapie e risonanze magnetiche se le pagano privatamente e la crisi climatica non esiste. Mentre le ideologie improponibili sono la socialista o quella del gender. Il mondo alla rovescia… direbbe un italico intellettuale a noi caro.
Femminicidi e narrazioni – Puntata 6
Violenza contro le donne, giornali, donne a caso e Adolescence. Ovvero, come la narrazione dei femminicidi c’entra con i femminicidi. Proviamo a capire perché con l’aiuto della donna a caso e della mini serie Adolescence.
Rivoluzione sessuale – Puntata 7
Questo episodio è dedicato a Tracey Emin (in mostra a Firenze). Ma anche agli anni Novanta, a Londra, a chi c’era e a chi c’era solo in parte. All’arte contemporanea e alla scrittura delle donne. Alle autobiografie clitoridee e alle intimità disturbate. Alle tende canadesi e alle persone con cui abbiamo dormito. O non dormito. Ai coming out e alla rivoluzione sessuale.
Una battaglia alla volta- Puntata 8
Come destreggiarsi fra ambientalismo, femminismo, antirazzismo, capitalismo, mondo sminchiato e competizione fra generazioni, desiderio di rivoluzione e senso di colpa. Tra consapevolezza e troppa informazione. Ovvero la ricetta per essere rivoluzionari ma anche sani di testa. E inattaccabili, soprattutto da noi stessi.
Relazioni – Puntata 9
Di relazioni d’amore, di relazioni sociali e della relazione che c’è fra le relazioni d’amore e le relazioni soiali. Questo episodio parla anche di consenso, di carciofi e di Michela Murgia.
La violenza necessaria – Puntata 10
Dai film americani alle serie, dai gialli ai noir, dal true crime alla cronaca nera, la violenza è un ingrediente irresistibile per lo storytelling e per vendere prodotti. Quasi come il sesso. O forse di più. Ne siamo inondati, disgustati, attratti e anche, soprattutto, anestetizzati.
Tanto che la diamo per scontata. Almeno in una certa dose. Come no. La violenza è inevitabile.
Invece forse, quasi certamente, ci sono state civiltà senza violenza, lo dice Marija Gimbutas e noi le crediamo. Feat. Roberto Mercadini in forma di libro.
Referendum – Puntata 11
Di appartamenti a Forte dei marmi, di Versilia e villeggianti, di domeniche di voto, di burocrazia, di seggi elettorali, di fidanzati ex, di automobili americane e desginers italiani. Un episodio in cui piove, si sente il mare e si piange. Molta acqua e un referendum.
55 minuti di referendum (con Pippo Civati) – Puntata 12
Il referendum spiegato facile. Teresa Cinque e Pippo Civati provano a non lasciar spazio a dubbi, incertezze e soprattutto alla voglia di non votare o di votare no. Il titolo di riserva era Cinque sì.
Caro Governo Meloni – Puntata 13
Letterina al governo per ricordargli che noi cittadine e cittadini non siamo il nemico. Siamo le persone che dovrebbero ascoltare e comprendere, supportare e guidare, non insultare, sfidare o combattere.
Quattro motivi per cui sto con la Global Sumud Flotilla – Puntata 14
Perché cerca di portare aiuti umanitari al popolo martoriato di Gaza; perché cerca di aprire un corridoio umanitario permanente; perché significa resistere e restare umani; perché significa credere nell’orizzontalità e nella comunità degli umani.
La cura – Puntata 15
Come sarebbe la nostra vita senza il medico di base gratuito? Probabilmente trascureremmo molti sintomi perché non potremmo permetterci di andarci ogni volta e forse ci ritroveremmo con malattie cronicizzate, acciacchi precoci, sofferenze. E come sarebbe senza psicologo di base? Saremmo persi, infelici, con relazioni problematiche e problemi di gestione della rabbia, traumi irrisolti e attacchi di panico… vi ricorda qualcosa?
Psicopolitica – Puntata 16
I governanti come genitori cattivi; anzi come genitori di bambini cattivi; o come genitori cattivi di bambini cattivi. Sarebbe anche fico inquanto molto Halloween, solo che è così per tutto l’anno.
Treno in partenza – Puntata 17
Osservazioni minute di una viaggiatrice seriale. Treni in partenza e posture sociali ovvero, imparare dalle foreste a pensarci come gruppi e comunità, ovvero competizione come modo di stare al mondo e alternative possibili.
La legge del più forte – Puntata 18
Avrebbe dovuto chiamarsi “La legge del più stronzo” ma pareva maleducazione. Una riflessione su invasioni e colonialismo, prevaricazione e violenza ma soprattutto sul concetto di forza. Per provare, sempre, a trovare vie di resistenza e rivoluzione, quandanche financo concettuale.
Potere al popolo – Puntata 19
Una riflessione tranquilla sul suffragio universale. Cioè sul fatto che votino tutti. Che è un problema. Ma è anche un bene. E sulla democrazia che non è democratica. Ospiti speciali: Giorgio Gaber, Sandro Luporini, alcuni giornalisti della RAI e il referendum sulla magistratura.
Contro l’informazione – Puntata 20
Per comprendere il mondo è più utile leggere i romanzi che i giornali. Una riflessione sull’informazione che ci intasa i tubi e su quei cosi con cui armeggiamo sempre ma senza citare i cosi con cui armeggiamo sempre. Con una sorpresa finale!
Il femminismo – Puntata 21
Il femminismo come alternativa politica, il femminismo come idea di mondo, basata sulla forza e non sulla violenza, sulla costruzione e non sulla distruzione. Dall’intervento preparato per l’evento del 1 febbraio alla Fondazione Feltrinelli di Milano, intitolato “Un’altra storia. L’alternativa al mondo che cambia”.
Io e il PD – Puntata 22
Un racconto su rabbia proletaria e battaglie vitali. Intellettuali blasé e questione economica. Paura e desiderio di parlare in pubblico, povertà, corpi che intralciano e signori monolitici. E poi ramen, raffreddore, psicoterapia e crampi muscolari apparenti.
Soldi – Puntata 23
Come fare la rivoluzione con i nostri soldi. A fronte di senso di impotenza, difficoltà a interpretare il mondo, sovraccarico di stress e preoccupazione per tutto quello che va male (per non dire a scatafascio) a cominciare da guerre, ingiustizie, soprusi e disparità sempre più ampia fra i potenti e il popolo, abbiamo, noi popolo, uno strumento favoloso per ribaltare le dinamiche. E’ piccolo (apparentemente), pratico e fattibile. Scegliere cosa finanziare o, meglio, smettere di finanziare la guerra, per esempio.
Epstein sistemico – Puntata 24
Questo è l’episodio in cui cerco di parlare degli Epstein files e di dire una cosa sola. Dall’inizio alla fine. Che è poi la cosa che dico spesso in modo e con parole sempre nuove ma lei è sempre la stessa e si potrebbe riassumere nella parola sistemico. Infatti l’ho messa nel titolo.
Versilia – Puntata 25
La Versilia come paradigma dell’Italia: bella, fortunata, ricca e rinunciataria. Questo è l’episodio in cui cerco di capire come mai noi italiani non abbiamo fatto la rivoluzione francese.
Due o tre cose che ho capito sul Referendum – Puntata 26
Melonata – Puntata 27
Limonate di meloni e legal washing. Tornano i minuti Cinque con qualche considerazione post referendaria e financo sulla generazione zeta.
La macchinina – Puntata 28
Una racconto di violenza economica e molestie sul lavoro. Cose brutte, su cui provare a ridere un po’.
“Unite” lancia una campagna che unisce autrici, giornaliste e donne che hanno fatto esperienza di violenza nel mondo del lavoro o nella sfera pubblica.
Dalla luna con calore – Puntata 29
La luna e la menopausa hanno in comune di essere territori sconosciuti all’uomo maschio.
Con la differenza che, dopo cinquant’anni di negligenza, il nostro satellite è tornato a suscitare l’interesse degli umani, mentre le caldane restano un fenomeno sconosciuto ai più.
Questo episodio è un tentativo di allunaggio, o almeno orbitamento, tra pizze marinare, ormoni e aurore boreali. Con un finale letterario.
La leadership di sinistra – Puntata 30
Eroi, leader e tizi muscolosi. Quello che non ci serve più secondo Rebecca Solnit e anche Michela Murgia. Ovvero come (non) distogliere la sinistra dai problemi del popolo impastandola nelle solite dinamiche interne e lotte di potere. Ovvero la politica come servizio e esercizio di orizzontalità.





